Trattamenti di Filtrazione

La filtrazione di una sostanza in sospensione consiste nel passaggio del refluo attraverso un letto di particelle solide di natura e dimensioni adatte, in modo tale che le sostanze sospese vengano trattenute dal letto ed il fluido possa invece proseguire.

La scelta di installare una sezione finale di filtrazione nasce dalla necessità di eliminare eventuali solidi sospesi ancora presente dopo un trattamento (biologico, chimico-fisico o flottazione) o per eliminare eventuali sostanze disciolte ancora presenti (COD residuo o tensioattivi).

Una volta effettuata una buona flocculazione e separati i fanghi in un decantatore, la qualità delle acque può essere ulteriormente migliorata con un processo di filtrazione con sabbia, allo scopo di eliminare ogni piccolo residuo di fango non ancora eliminato nel processo descritto di chiariflocculazione.

Le particelle sospese aventi dimensioni maggiori di quelle degli interstizi esistenti nel mezzo filtrante vengono trattenute dallo strato filtrante.

Le particelle sospese aventi dimensioni minori sono invece trattenute principalmente per un effetto di attrito; inoltre l'efficacia del filtro è accresciuta dal fatto che una parte della sostanza che era originariamente in sospensione si deposita sui granuli dello strato filtrante, e vi forma uno strato gelatinoso che aiuta il processo di chiarificazione.

A lungo andare i filtri subiscono un parziale intasamento, al quale si pone rimedio con periodici lavaggi eseguiti in controcorrente eseguito a bassa velocità con getti d'acqua o aria.

Se l'inquinamento supera i valori di legge per i parametri di COD residuo o tensioattivi è necessario effettuare un trattamento finale di filtrazione su carbone attivo.

In genere tali carboni hanno la capacità di catturare una quantità di sostanza organica pari a circa il venti per cento del proprio peso.

Una volta raggiunta la saturazione, il carbone attivo deve essere sostituito con carbone fresco